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Il comune di Agrate Conturbia appartiene a: Regione Piemonte - Provincia di Novara

Chiesa di Santa Maria in Valle (Sec. XII)

Nome Descrizione
Indirizzo Località Santa Maria
Informazioni Proprietà: Ente ecclesiastico
Coperture: a tetto, semplice a falde
Uso originale: edificio religioso
Uso attuale: antico luogo di culto
Carta per la georeferenzazione: CTR 1:10.000, 094110
Non va dimenticata la piccola Chiesa di Santa Maria in Valle, forse la più antica del paese, costruita secondo alcuni autori su un tempio di Minerva. La costruzione è in ciottoli disposti a spina di pesce e blocchi squadrati in pietra. Ad aula unica con abside semicircolare, ha subito vari mutamenti; la volta è ora a botte e nel sottotetto formatesi è ancora visibile parte di un affresco precedente.
Attualmente conserva affreschi del XVI secolo: Cristo nella mandorla, simboli degli Evangelisti e una teoria di santi con cartiglio. L'antichissimo edificio religioso in esame, risalente al 1100 circa, è ubicata tra Agrate e Bogogno, poco distante dal percorso viario di collegamento fra i due centri abitati. Dedicato alla Beata Vergine dell'Annunciazione, è denominato "Santa Maria in Valle" e sorgerebbe, secondo alcuni autori, in luogo di una preesistente costruzione di età romana (tempio pagano).
A suffragio di tale ipotesi vi sarebbero anche tracce della locale toponomastica, che denominerebbero la zona con il toponimo di "Minerva". Le strutture murarie più antiche sono costituite da ciottoli disposti a spina di pesce e da blocchi squadrati in pietra. Nel 1595 l'oratorio intitolato alla Beata Vergine dell'Annunciazione aveva una sola navata, i cui muri presentavano un aspetto rustico.
Due erano gli ingressi che introducevano alla struttura, una delle quali (quella laterale) venne in seguito murata. La chiesa presentava però alcuni difetti, tra cui il pavimento in pessime condizioni, l'altare privo di pietra sacra e una serie di fori praticati nelle pareti. Fu il vescovo Bescapè il primo ad impartire ordini per una ristrutturazione, anche se emersero difficoltà ad attuarli.
Successivamente venne collocato un secondo vaso per l'acqua benedetta, si provvide alle suppellettili necessarie, venne restaurata la statua della Madonna nei punti in cui aveva perso il rivestimento dorato ed il colore, il tetto fu riparato e le finestre furono munite di inferriate.
L'impianto planimetrico, originariamente ad aula unica con abside semicircolare, ha subito diversi mutamenti nel tempo. Attualmente la volta è a botte: nel sottotetto, tuttavia, sono ancora visibili in parte antichi affreschi. Conservato invece il ciclo di affreschi all'interno del catino absidale, interamente affrescato da pitture databili tra la fine del XV e gli inizi del XVI secolo.
Lo stato di conservazione del bene presenta problematiche imputabili alla presenza di risalita capillare di umidità, ed alla contestuale azione di agenti endogeni (microrganismi, con conseguenti fenomeni legati a muffe ed efflorescenze). In effetti, è la causa delle molteplici problematiche conservative, ed andrebbe tenuta nella dovuta considerazione in particolare in relazione al pregio dei cicli affrescati interni. Oltre ad operare l'intervento che contrasti la risalita capillare e l'azione dell'umidità legata a fenomeni di gelività e di dilavamento delle acque meteoriche.

Analisi stilistica

L'edificio è realizzato con le tecniche costruttive tradizionalmente in uso in questo contesto storico, ovvero con un impiego prevalente di murature in laterizi.
Strutturalmente il fabbricato si presenta come un edificio con muratura portante continua sul perimetro, realizzata con l'impiego di mattoni assemblati fra loro per mezzo di legante. L'edificio presenta manto di copertura su un complesso sistema di orditura lignea.

Affreschi del catino absidale (XVI secolo)
L'interno del catino absidale è interamente affrescato da pitture databili tra la fine del XV e gli inizi del XVI secolo.
Il "Cristo della mandorla" è collocato al centro del catino: la funzione della mandorla è quella di separare il Cristo Pantocratore dal mondo inferiore. Accanto a Gesù vi sono i simboli degli Evangelisti: l'angelo (San Matteo), il leone (San Marco), il toro (San Luca), l'aquila (San Giovanni).
Nella fascia inferiore si sussegue una teoria di profeti e di patriarchi con un cartiglio in mano, dipinti a mezzo busto e inseriti in una cornice circolare. Sotto il Cristo, gli Apostoli affrescati stanno ad indicare le colonne portanti della Chiesa, inviati da Dio sulla Terra per predicare il Vangelo ed al centro è posta l'immagine della "Madonna del latte con Bambino in braccio".
In seguito all'interdetto emanato dalla Chiesa nel 1834, con la proibizione di officiarvi e di recarsi in processione, a causa di disordini, l'oratorio cadde in rovina.
Nonostante ciò, la devozione del popolo per questo oratorio era ancora molto sentita. Grazie ai restauri del 1883, all'inizio del XX secolo la chiesa si trovava in buono stato di conservazione. Allo stato attuale, gli apparati decorativi interni necessiterebbero di interventi conservativi: gli affreschi, nonostante la ancora preservata leggibilità, presentano diffuse efflorescenze in relazione all'azione dell'umidità.