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Il comune di Agrate Conturbia appartiene a: Regione Piemonte - Provincia di Novara

Chiesa di San Giorgio (Sec. X - XI)

Nome Descrizione
Indirizzo Via Giovanni XXIII n.1 - Località Conturbia
Telefono 0322.832309 (Parrocchia)
Apertura SS. Messe Feriali ore 18.00 - Prefestive ore 18.00 - Festive ore 10.00
Tariffe Gratuito
Informazioni Proprietà: ente ecclesiastico
Copertura: a tetto, forma semplice a falde
Uso originale: antico luogo di culto
Uso attuale: edificio religioso
Carta per la georeferenzazione: CTR 1:10.000, 094110
La chiesa di San Giorgio, l'attuale Parrocchiale di Conturbia, si trova all'ingresso del paese, in corrispondenza del percorso viario proveniente da Agrate. E collocata su un piccolo poggio che prospetta su uno spiazzo (corrispondente all'antico cimitero). Le strutture posteriori si affacciano su una piccola piazza. La chiesa venne consacrata sotto il vescovado di Litifredo, tra il 1122 e il 1151. Solo all'inizio del XVI secolo (all'incirca nel 1513 ) essa venne eretta a parrocchia.
Agli inizi del secolo XVII venne riplasmata, su impulso della vista del vescovo Bascapè, che a quell'epoca la definì "antiqua", riferendosi evidentemente alla sua facies romanica. Del periodo romanico conserva ancora alcuni elementi, riconoscibili nel fronte a capanna e nell'impianto planimetrico generale. Esso è costituito da una navata coperta da un manto laterizio su struttura lignea, terminante con abside semicircolare; alla facciata è addossato un portale con archivolto in pietra e portico, realizzato nel XVII secolo. Nella parte alta della facciata è ancora evidente una piccola finestra cruciforme.
Sul lato sud è presente una porta laterale murata, che reca una lunetta ornata da un affresco riconducibile alla metà del XII secolo. Esso raffigura tre personaggi: l'immagine centrale, del Redentore, è ormai scomparsa. Non leggibile neppure la figura del Santo sul lato destro, mentre quella di sinistra è identificabile con San Pietro. Sul medesimo lato sono presenti anche due piccole aperture finestrata a feritoia, con archivolto lavorato. Tutta la parte posteriore è stata completamente riplasmata da interventi successivi: la medesima cosa è avvenuta all'interno, ove la navata è stata ricoperta da struttura voltata a botte.
Il perimetro murario esterno ha conservano l'originario parametro murario in blocchi di serizzo squadrati e disposti con grande regolarità, riconducibili alle costruzioni del secolo XII. All'interno sono evidenti gli interventi di età barocca: conservati due opere artistiche degne di particolare attenzione: l'affresco raffigurante la Crocifissione e il pulpito ligneo. Sulla parete di sinistra, accedendo dalla portale principale della chiesa, si può osservare un affresco, riconducibile al XV secolo, che, in seguito a restauro, risulta staccato dalla parete originale. Esso raffigura il Crocifisso con alla propria destra la Madonna Addolorata ed alla sinistra San Giovanni Evangelista.
Ad di sotto di tale affresco, ora spostato appunto in altro luogo nella medesima chiesa, era presente un affresco di epoca precedente, molto più antico, relativo al periodo tra la fine del secolo XIII e l'inizio del XIV. Il pulpito in stile barocco venne realizzato intorno al 1701 all'intagliatore Antonio Francesco Viano da Oleggio. Inizialmente venne posto in opera sulla parete opposta a quella a cui è addossato attualmente, ed ivi rimase fino al 1844. Presente una torre campanaria parzialmente esterna all'aula, realizzata in muratura con finitura superficiale ad intonaco ed elemento di coronamento a tiburio collocato alla sommità della cella campanaria.
Essa presenta una meridiana con motto "Haec Fortasse Tua", realizzata su quadrante rettangolare di colore rosato con gnomone normale alla parete. Lo stato conservativo dell'antica chiesa è incrementabile attraverso un monitoraggio periodico delle condizioni delle apparecchiature murarie. Negli eventuali interventi di ripristino di elementi mancanti, sarà sempre opportuna la realizzazione di rappezzi con tecnica non distruttiva (tipo cuci-scuci) ed impiegando materiali e sostanze affini a quelli originari e legante a base di malta di calce naturale.
Indicata anche la pulizia degli elementi in pietra attraverso metodologie non distruttive, condotte con strumentazioni idonee. Per quanto riguarda la lunetta affrescata, pressoché completamente esposta agli agenti di degrado (principalmente l'umidità), si auspicano vivamente le opportune azioni di restauro.

Tratto da:
Storia e Documenti Artistici del Novarese
Le Terre fra le Colline - Vol.17
Provincia di Novara - 1998

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